Il dubbio è un tarlo che può logorare qualsiasi relazione. Che si tratti di un sospetto di infedeltà, del timore che il partner nasconda una “doppia vita” o del bisogno di certezze prima di compiere un passo importante come la convivenza o il matrimonio, la domanda che molti si pongono è: “Posso incaricare un investigatore privato per controllare il mio fidanzato o la mia fidanzata?”
La risposta breve è dipende, con alcune importanti distinzioni legali rispetto alle indagini tra coniugi (marito e moglie).
Fidanzamento vs matrimonio: le differenze legali
In Italia, il matrimonio comporta l’obbligo giuridico della fedeltà (Art. 143 del Codice Civile). Nelle coppie di fidanzati o nelle convivenze di fatto, questo obbligo non è sancito dalla legge nello stesso modo.
Tuttavia, è assolutamente possibile investigare su un partner non sposato se sussiste un legittimo diritto da tutelare. Questo diritto può riguardare:
- la tutela del proprio patrimonio (se vi sono sospetti di raggiri o richieste sospette di denaro).
- la salute personale (sospetti di stili di vita a rischio).
- la verifica prematrimoniale: accertarsi dell’onestà della persona con cui si intende legarsi legalmente.
Cosa può fare un investigatore professionista?
Affidarsi a un’agenzia come il Gruppo Securpol garantisce che l’indagine avvenga nel rispetto delle leggi vigenti. Un investigatore autorizzato può:
- Effettuare appostamenti e pedinamenti: osservare il comportamento del partner in luoghi pubblici.
- Documentare incontri sospetti: Scattare foto e girare video (sempre in spazi pubblici) che provino la frequentazione con altre persone.
- Verifiche sull’identità e sul passato: accertarsi che ciò che il partner racconta (lavoro, situazione finanziaria, precedenti legami) corrisponda al vero.
Queste prove vengono raccolte in una relazione tecnica che ha valore legale e può essere utilizzata, ad esempio, in casi di truffe affettive o per decidere con consapevolezza il futuro della relazione.
Investigare: i pericoli del “Fai-da-te”
Molte persone, spinte dalla gelosia, tentano di investigare autonomamente. Questo è il modo più veloce per passare dalla parte del torto. Ecco cosa non si deve mai fare:
- Sottrare la password dello smartphone: accedere alle chat (WhatsApp, Social) del partner è un reato di accesso abusivo a sistema informatico.
- Utilizzare localizzatori GPS senza autorizzazione: installare un GPS sull’auto del partner senza che l’indagine sia condotta da un professionista autorizzato può configurare il reato di molestie o stalking.
- Pedinamenti ossessivi: pedinare il partner può configurare il reato di atti persecutori.
L’intervento di un professionista del Gruppo Securpol elimina questi rischi: noi operiamo come terzi imparziali, con licenza prefettizia, rendendo l’attività legalmente inattaccabile.
Quando l’investigazione diventa pre-matrimoniale
Oggi sempre più coppie scelgono di investigare prima del “sì”. Non si tratta di mancanza di fiducia, ma di tutela del futuro. Scoprire che un fidanzato ha debiti ingenti nascosti o che una fidanzata mantiene ancora una relazione parallela, può evitare disastri finanziari ed emotivi che un divorzio renderebbe ancora più complessi da gestire.
L’investigazione pre-matrimoniale è un atto di responsabilità verso se stessi e verso la propria famiglia d’origine.
La riservatezza è la nostra priorità
Sappiamo quanto sia difficile fare il primo passo. Parlare dei propri sospetti richiede coraggio. Per questo motivo, il Gruppo Securpol garantisce il massimo segreto professionale. Ogni colloquio prima di investigare è protetto dalla privacy.
Vuoi approfondire il tuo caso con un esperto? Contatta oggi stesso il Gruppo Securpol per una consulenza gratuita e riservata. Ti aiuteremo a capire se ci sono i presupposti per procedere e come ottenere le risposte che cerchi in totale sicurezza.